8. AMORE PER LA LETTURA
“Dove credi di andare con quello, ragazzina?” urlò la guardia del negozio. “Ma lo stavo solo restituendo!” protestai fievolmente. “Per cosa ci prendi, per una biblioteca? Smettila con le storielle e seguimi in ufficio dove chiamerò la polizia”.
La polizia – cosa penseranno i miei genitori? In un certo senso è colpa loro, perché hanno insistito per iscrivermi a quello stupido campeggio diurno. Ogni splendido giorno estivo speso in quelle vecchie classi maleodoranti, piene di bambini che non conoscevo e di cui non mi importava nulla. Nessuna attività rivestiva interesse per me: intrecciare fili di plastica per appenderci fischietti inesistenti, imparare a preparare purè di patate precotto, o giocare a pallacanestro nel cortile asfaltato della scuola.
Solo i bambini più poveri del vicinato andavano a questo campeggio diurno nella scuola qui nel Bronx, i più violenti di loro mi spaventavano e si prendevano gioco del mio Inglese non ancora perfetto. Ben diversa era stata l’estate precedente, in un bellissimo campeggio in campagna sul lago. Era però un posto speciale di carità, per il quale i bambini erano selezionati secondo le potenzialità e capacità scolastiche. Avevano l’opportunità di nuotare nel lago e passeggiare sulle colline gratuitamente, con la possibilità di fare buone amicizie nei capanni in cui condividevano letti a castello, quattro in una stanza.
Ma ora ero troppo grande per quel campeggio e dovevo fare una camminata giornaliera alla mia scuola anche in estate, date le insistenze di mia madre Edith. “Non ci andrò più” pensavo, “Tutto ciò che mi serve è qualcosa da leggere”. C’era un parco nelle vicinanze in cui si poteva passare la giornata più piacevolmente, godendosi il sole, il prato e l’ombra degli alberi. Foto18 Ma non potevo portarmi da casa nessun libro della biblioteca senza che mia madre si insospettisse.
Ai miei genitori era sempre piaciuto leggere, ma io esageravo, secondo loro. Già mi era stato proibito di uscire con un libro in mano, dopo che un vicino aveva riferito di avermi visto leggere mentre camminavo per strada e stavo per essere investita da un taxi ad un incrocio. Poi avevo tentato di lasciare il mio libro in un angolo del pianerottolo dell’appartamento, vicino all’ascensore, ma mio padre aveva scoperto il nascondiglio e mi aveva dato una sgridata. Come odiavo vederlo arrabbiato, aveva un temperamento così terribile!
Fu allora che feci una grande scoperta: il negozio Woolworth’s aveva dozzine di colorati libri tascabili su scaffali rotanti, messi lì apposta per essere presi. Naturalmente non potevo permettermi di comprarli, ma li riportavo indietro alla fine di ogni giorno e pensavo che non ci fosse nulla di male in questo. Almeno, fin quando la guardia mi prese e mi trascinò nel retrobottega. “Deve proprio chiamare la polizia e dirlo ai miei genitori?” farfugliai, rossa in faccia e impaurita.
Fortunatamente, stavano solo cercando di darmi una lezione, per un furto di 99 centesimi di dollaro, giusto per essere sicuri che non sarei passata a cose più grosse nel futuro. Il campeggio diurno era quasi alla fine ormai e lo sopportai per il resto del tempo. Presto l’anno scolastico cominciò di nuovo regolarmente e lo studio mi tenne occupata, lasciandomi solo il tempo di leggere i sei libri mensilmente consentiti in prestito presso la biblioteca pubblica.
L’anno successivo fui abbastanza grande da iniziare a lavorare durante le vacanze scolastiche, come assistente nel campeggio di campagna. Foto19 Non pagata, ma con la possibilità di stare di nuovo in quel magnifico posto e di godermi l’estate come si deve, circondata dalle bellezze della natura. Passare il mio tempo libero leggendo nella penombra di un alto albero è rimasta la mia occupazione favorita anche negli anni successivi – e lo è ancora oggi.
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